Racconto – Cenerentola nel ventunesimo secolo

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Buongiorno o buonasera!

Quando ero piccola, mi piaceva tantissimo la storia di Cenerentola che penso conosciamo tutt* quant*.

Per chi non sapesse la trama, la fiaba parla di Cenerentola, una bellissima ragazza orfana che vive con la matrigna cattiva e le sorellastre Anastasia e Genoveffa, che la trattano malissimo. Cenerentola vuole andare al ballo al palazzo reale, ma ovviamente le sorelle non sono d’accordo. Poi arriva la fata madrina che la fa vestire bene e le dà la zucca-carrozza per andare al ballo, però le dice che deve tornare entro mezzanotte.
Al ballo Cenerentola e il Principe ballano insieme e si innamorano, ma la ragazza non si accorge che è mezzanotte e quando se ne rende conto scappa così veloce dal palazzo che perde una scarpetta di cristallo. Il Principe la trova e la fa provare a tutte le fanciulle del regno per trovare la sua amata Cenerentola. Così la ragazza e il principe si sposano e vissero tutti felici e contenti.

Oggi ho deciso di scrivere un riadattamento della fiaba popolare ambientandola nel nostro millennio, buona lettura!

La scarpetta di cristallo di Cenerentola

📖📖📖

C’era una volta, poco tempo fa, una bellissima ragazza chiamata Cenerentola.
Aveva sedici anni e viveva a New York con la matrigna e le sorellastre Anastasia e Genoveffa. Le sorelle non erano per niente simpatiche e intelligenti, pensavano solo alla moda e non aiutavano per niente in casa, perché passavano tutto il tempo a farsi selfie e usare i social. Cenerentola faceva tutto: caricava e scaricava la lavastoviglie, passava l’aspirapolvere e faceva il bucato. La matrigna lavorava come cassiera al supermercato 24h.

Il desiderio di Cenerentola era di andare al prom, il ballo di fine liceo, ma la matrigna e le sorellastre non erano d’accordo perché doveva fare le pulizie di primavera quel giorno.
Ma Cenerentola non si arrese.
Guadagnò un po’ di soldi facendo ripetizioni agli studenti delle scuole medie, poi un giorno che la matrigna era al supermercato e le sorellastre al club di trucco e smalto, prese la metropolitana e andò in un negozio di Manhattan. Si comprò una camicia azzurra e dei pantaloni abbinati da indossare al ballo, perché non le piacevano per niente gonne e vestiti.
Un giorno una fata madrina si presentò a casa di Cenerentola e le chiese se aveva bisogno di una mano per andare al ballo, ma la ragazza rifiutò gentilmente e propose alla fata di andare nel Medioevo, dove sicuramente la gente aveva bisogno di lei.

La sera del ballo le sorellastre erano prontissime. Indossavano due vestiti rosa pieni di sbalze e sottogonne. Si erano truccate con il mascara e il rossetto azzurro, e si fecero un selfie che poi postarono sul loro canale Instagram. La matrigna era a fare il turno notturno al supermercato 24h, quindi non c’era. Anastasia e Genoveffa chiusero Cenerentola dentro casa e si portarono via tutti i mazzi di chiavi in modo che lei non potesse uscire e andare al ballo, dicendole che sarebbero tornate verso l’una di mattina. La ragazza le guardò dalla finestra mentre se ne andavano con una limousine bianca che avevano prenotato per la serata.

Cenerentola aspettò venti minuti per essere sicura che le sorelle fossero lontane, poi andò in camera sua e indossò i vestiti che aveva comprato a Manhattan. Infilò un paio di scarpe da ginnastica non troppo sportive, perché trovava che le scarpe col tacco e le scarpette di cristallo fossero estremamente scomode.
La ragazza scassinò la serratura di casa con una forcina come aveva visto in un film e uscì. Prese la metro e raggiunse il luogo dove si teneva il ballo.

Cenerentola non era mai stata ad un ballo prima. La sala era molto grande ed elegante, ed era piena di musica. Tantissimi ragazzi del liceo erano già arrivati e ballavano insieme. Cenerentola intravide Anastasia e Genoveffa al bancone del cibo che si abbuffavano di dolci.
Erano così impegnate a mangiare e a farsi selfie con tutti e postarli che non si accorsero della presenza della sorella.
Dopo un po’ un ragazzo le chiese di ballare, ma Cenerentola rifiutò gentilmente perché lo conosceva: era uno del suo corso di Algebra che si dava un sacco di arie e si credeva chissà chi.
Cenerentola invece ballò con una ragazza molto bella del suo corso di Scienze che indossava un vestito verde per tutta la sera; e quando le sorellastre non erano nei paraggi si avvicinò al bancone del cibo, bevve una soda al limone e assaggiò uno strano pasticcino alla vaniglia giallo e viola che si rivelò davvero buono.

Quando scoccò la mezzanotte, Cenerentola si rese conto che doveva andare, perché doveva ritornare a casa prima delle sorellastre, che sarebbero tornate per l’una.
Salutò la ragazza con cui aveva ballato e corse via. All’uscita dalla sala inciampò e fu sul punto di perdere una scarpa, ma per fortuna quella era allacciata bene e rimase attaccata al piede.
La ragazza salì sulla metro, poi scese, tornò a casa, spalancò la porta (aperta perché l’aveva scassinata prima) e rindossò i soliti jeans e la maglietta. Poi si rinchiuse nello sgabuzzino, e capirete adesso il perché.

Quando all’una le sorellastre rincasarono, chiesero urlando perché la porta era scassinata, ma non ottennero risposta. Chiamarono Cenerentola, ma lei non rispose. Poi la trovarono nello sgabuzzino e la liberarono. Cenerentola si improvvisò attrice, pianse lacrime finte e inventò che un ladro era arrivato, aveva scassinato la serratura e l’aveva rinchiusa lì dentro e lei non aveva potuto fare niente. Anastasia e Genoveffa, che come ho detto non erano molto intelligenti, ci credettero e non si resero nemmeno conto che il ladro non aveva rubato niente.

La mattina ritornò la matrigna, che non credette alla storia del ladro e per far prima mise tutte e tre le ragazze in punizione, che consisteva nel ripulire tutti i pavimenti. Cenerentola però fece fare tutto il lavoro alle sorelle, che se lo meritavano.

Il giorno dopo, a scuola Cenerentola incontrò la ragazza con cui aveva ballato. Le due parlarono un po’ e poi si scambiarono i numeri di telefono, e vissero tutti felici e contenti!

📖📖📖

Fine! Spero che il mio riadattamento vi sia piaciuto, ciao!

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