Racconto – Gli gnomoidi e i mostri grigi

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Buongiorno!
Oggi pubblico un breve racconto che ho scritto io… spero che vi piaccia!
Ciao!

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A Gnomlandia, la città degli Gnomoidi, erano arrivati dei forestieri.

Gli Gnomoidi erano proprio un popolo particolare. Erano simili agli Umani, ma più bassi. Erano infatti alti tra 1.20 metri e 1.50 metri, avevano capelli scuri e lunghi, spesso intrecciati o legati.
Indossavano sempre tuniche marroni o grigie, cappelli di paglia e stivali, tranne per le occasioni importanti. In quei casi portavano vestiti colorati e cravatte a pois.
Gli Gnomoidi vivevano tutti a Gnomlandia, una città isolata che si trovava al confine con la Grande Foresta. Nessuno aveva mai avuto il coraggio di andarci, nella Grande Foresta, perché circolavano voci sui pericolosissimi animali che vivevano lì dentro, tra cui il Drago Azzurro e il Serpente Mangiatutto.
Questi piccoli esseri erano principalmente agricoltori: coltivavano riso, mais, cotone, ortaggi e barbabietole da zucchero, che poi commerciavano tra di loro.

Una delle cose che questo popolo amava di più erano le loro tradizioni. E una delle tradizioni era di accogliere tutti gli stranieri, chiunque fossero, perché tutti avevano affrontato un lungo viaggio.

E per questo i forestieri appena giunti a Gnomlandia vennero accolti calorosamente dal Comitato Di Benvenuto Gnomoidi, composto da quattro Gnomoidi (Glun, Splash, Jowin e Owin).
Il Comitato accompagnò la compagnia di forestieri (erano cinque Umani) alla Locanda, dove mangiarono della polenta con funghi e patate.

Quando furono tutti seduti al tavolo, Glun chiese: “Allora, o forestieri, chi siete voi, da dove giungete e qual buon vento vi porta qui?”
A rispondere fu la più giovane degli stranieri: “Siamo cinque amici e veniamo da Milano, una città molto lontana da qui. Siamo venuti qua a Gnomlandia perché volevamo incontrare voi Gnomoidi di cui tanto abbiamo sentito parlare: volevamo sapere se tutte le leggende su di voi sono vere”.
“Non sapevo che fossimo così famosi nel Vasto Mondo” disse Splash “ma in effetti siamo così speciali che sarebbe difficile che non lo fossimo!”
“Sta’ un po’ zitto, Splash!” lo rimproverò Jowin. Poi si rivolse agli stranieri. “Quanto resterete qui in città?” domandò.
“Un mese circa” rispose la giovane.
“Ma adesso parlateci un po’ di voi e del vostro popolo!” chiese un altro forestiero.
Gli Gnomoidi, che amavano parlare di sé, non se lo fecero dire due volte.

Il Comitato raccontò della storia di Gnomlandia, della politica, dell’economia, di come si costruivano le case, del mais e dei nove tipi che coltivavano, delle 37 festività importanti che festeggiavano, della ricetta del pane al cacao e di molti altri argomenti. Intanto il gruppetto degli Gnomoidi e degli Umani uscì dalla Locanda e andò in giro per la città.
“E invece chi vive nella Grande Foresta?” chiesero gli stranieri.
“Tanti mostri, draghi, serpenti, centauri… per questo noi non ci andiamo mai” rispose Owin.
“Ma ciò che noi temiamo di più sono i Mostri Grigi” affermò Glun.
“E cosa sono?” chiese una forestiera.
“I Mostri Grigi sono terribili. Non vivono nella foresta, ma vagabondano per il Vasto Mondo.
Sono alti almeno mille metri e, come dice il nome, sono grigi. E sono anche mutaforma: possono essere lunghi o stretti, circolari o irregolari e così via. Sono tantissimi, così tanti che quando ne è pieno e circondano la città bloccano la luce, e cala la notte.
Di solito sono silenziosi, ma a volte emettono grida tremende. Urla ripetute e laceranti.
Sono anche molto misteriosi, nessuno sa bene cosa siano, da dove vengano o di cosa si nutrano.
Ma la cosa più terribile dei Mostri Grigi è il loro spray: a volte prendono la loro bomboletta e spruzzano su tutta Gnomlandia. A volte dura pochi minuti, a volte per diversi giorni. Nessuno lo sa dire prima che avvenga.
Poi hanno tipi di bombolette diverse: alcune spruzzano spray liquido, alcune solido e altre una via di mezzo. Ma tutti i getti sono pericolosi per noi: danneggiano le case e i raccolti. E a volte, quando spruzzano, urlano anche. Ce ne stiamo facendo tutti gli affari nostri, in pace, e poi sentiamo un grido così potente che lo sentiamo anche da mille metri più in basso.
E talvolta oltre alla bomboletta hanno anche delle lampadine: le accendono e le spengono a loro volere, oppure a volte le lanciano per terra. E dicono che se un lancio becca qualcuno, lo fa fuori.
Tremendo. Assolutamente tremendo.”
Dopo questa spiegazione, gli Gnomoidi rabbrividivano dalla paura, mentre gli Umani si chiedevano come potesse esistere un mostro del genere.

Intanto, il tempo era peggiorato e il cielo era ricoperto di nuvole grigie. La temperatura si abbassò e la città cadde in ombra.
E tutti gli Gnomoidi correvano spaventatissimi per le vie, indicando il cielo e urlando: “Aiuto! Aiuto! I Mostri Grigi sono arrivati!!”

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